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Curio

Museo del Malcantone

  1. Contatto
  2. Apertura

    Chiuso per restauri all’edificio.
    Possibili visite parziali per singoli o gruppi su appuntamento.

  3. Prezzi entrata

    Entrata CHF 5.-/3.-

Riapertura primavera 2018. Rinnovato dopo trent’anni di attività, il Museo si muove fra il locale e il globale, documentando la storia regionale con lo sguardo rivolto anche altrove: il Mondo nel Malcantone, il Malcantone nel Mondo. Un piccolo territorio del Ticino meridionale con le sue specificità e una serie di legami spesso sorprendenti con altri luoghi e altre culture.

Il Museo del Malcantone è stato costituito nel 1985 e ha sede nella vecchia Scuola Maggiore di Curio, un villaggio della regione. Si tratta di un pregevole edificio cotruito nel 1855 dall’architetto Luigi Fontana e da tempo acquisito da Malcantone Turismo (ente turistico) con il preciso scopo di ricavarne la sede di un museo regionale. Attraverso la raccolta di vari tipi di documentazione relativi alla cultura e alla storia del territorio della regione, l’Associazione Museo del Malcantone si propone essenzialmente di contribuire alla diffusione di una più approfondita conoscenza del passato e del presente di questa regione. Le principali attività avviate a questo scopo sono le seguenti:

  • allestimento di sale d’esposizione tali da offrire una sintesi dell’economia tradizionale (agricoltura, artigianato, emigrazione), della vita sociale e religiosa del passato, così come di tutti gli aspetti rilevanti del territorio malcantonese;
  • raccolta di documentazione di varia natura (oggetti, documenti scritti, fotografie, registrazioni fonografiche, libri, ecc.) da classificare e archiviare allo scopo di mettere a disposizione di tutti gli interessati quei materiali che possano rivelarsi utili alla conoscenza e allo studio del Malcantone;
  • promozione o sostegno di ricerche di tipo storico, etnografico, linguistico, geografico, architettonico, ecc.; una parte delle quali dovrà avere come conclusione l’allestimento di mostre tematiche;
  • da ultimo, il Museo del Malcantone costituisce un punto di riferimento per l’animazione culturale a livello regionale.

Una particolare attenzione viene rivolta alle esigenze delle scuole: sotto questo aspetto viene offerta non solo la possibilità di visitare le sale d’esposizione, ma anche di proporre visite guidate, piccole ricerche, giornate di studio e altre iniziative tali da rendere più attivo e partecipe l’incontro con il presente e il passato del Malcantone. 

L'esposizione permanente, distribuita in due grandi sale e quattro più piccole, occupa tutto il pianterreno. Nella prima delle due grandi sale, la sala della civiltà rustica, sono presentati, in sintesi rapida quanto efficace, attività e momenti di vita della popolazione malcantonese fin verso la metà del nostro secolo: caccia, pesca, agricoltura, artigianato, pastorizia, viticoltura, usanze e tradizioni varie. 
La seconda grande sala ospita le "Tavole del tempo", un'originale composizione di immagini che si sviluppa lungo le pareti, su tre fasce, per una lunghezza complessiva di ben sedici metri, organizzata secondo il principio delle tavole sinottiche: grazie ad essa il visitatore può situare nel tempo e visualizzare nelle sue concomitanze spaziali il divenire della regione malcantonese. Le quattro sale piccole sono dedicate ai temi dell'abitare - la cucina, cuore della casa - della religiosità (le parrocchie del Malcantone, a turno, vi espongono arredi, paramenti sacri e documenti) e dell'emigrazione. 
Qui, accanto ad architetti, urbanisti e incisori di fama mondiale - bastano due nomi per tutti: Domenico Trezzini e Giacomo Mercoli - sono illustrati i mestieri più umili del gessatore e dello stuccatore, al cui insegnamento dalla metà dell'Ottocento erano preposte le scuole di disegno di Curio e Breno, e del fornaciaio, uno dei mestieri maggiormente diffuso fra gli emigranti stagionali malcantonesi.

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