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Bigorio

Museo del Bigorio

  1. Contatto

    Museo del Bigorio
    Convento Santa Maria dei Frati Cappuccini
    6954 Bigorio
    Tel +41 91 943 12 22
    bigorio@cappuccini.ch
    www.bigorio.ch

  2. Note

    Mostra permanente: Oggetti di origine cappuccina (manufatti di casa).

  3. Apertura

    Aperto tutto l'anno
    Solo previo avviso

  4. Prezzi entrata

    Entrata CHF 5.-

  5. Accessibilità portatori di handicap
    • Inaccessibile in carrozzella, ma acc. a persone con difficoltà motorie (C)

Il Museo si trova nel suggestivo Convento di Santa Maria a Bigorio. La mostra permanente permette di osservare vari oggetti manufatti dai frati Cappuccini nel corso della storia e di capire quindi lo stile di vita nel Convento.

La collezione vuol essere insieme progetto di conservazione di quanto rimane e ripresa di antiche memorie riguardo a modi di vita ormai desueti; e ciò sui due piani della religiosità e del comportamento quotidiano. I vani distinguono bene i due aspetti. Da una parte sono allineati gli oggetti che evocano l’attività religiosa, nella duplice forma della liturgia e della pietà praticata; dall’altra le varie occupazioni quotidiane del cappuccino: un ordine in cui l’impegno del “labora”, parallelo a quello dell’ ”ora”, si scioglieva in piccole attività artigianali, alcune necessarie a un’economia di sussistenza assai magra (come la questua, l’orticoltura, la confezione del vestiario, la cura della cantina e della cucina), le altre per occupare le ore libere in un’attività non remunerativa. Tessevano tele, intrecciavano sporte e ceste, costruivano mobiletti rustici, i più abili scolpivano statuette devozionali in legno e confezionavano tabernacoli (c’è un tipo di tabernacolo cappuccino, presente nelle chiese rurali); c’era poi un’attività abbastanza intensa di distilleria (superstite nel tradizionale ratafià), di farmacopea, anche di medicina, favorita quest’ultima dall’intensa presenza cappuccina nelle epidemie di peste (sicuro relitto qui presente, la serie di tenaglie per cavare i denti). Dall’altra parte stanno gli oggetti relativi alla preghiera.

Di quella liturgica è messa qui in mostra una bella serie di tessuti e di oggetti in metallo, con presenze che arrivano al nostro secolo. Della pratica religiosa quotidiana sono testimoni strumenti penitenziali e corone, nonché reliquiari e immagini devote. Fra queste, alcune assurgono a livelli di vere opere d’arte, quali il grande crocifisso medievale (di recente acquisto) e il Cristo deposto snodabile, vera rarità. Una parte notevole di quest’ultimo materiale si trova in convento, dove ha una funzione decorativa e devozionale ancora vitale. Vi è pure una interessantissima biblioteca, in cui molti libri, firmati spesso da cappuccini ivi vissuti, testimoniano appunto dello stesso regime di vita evocato dal piccolo museo. Al visitatore di quest’ultimo non sfuggirà la quadreria esposta in chiesa (di alto livello, nella Madonna dell’altar maggiore) nonché gli intarsi dello stesso altare, compiuti da cappuccini nel diciottesimo secolo, i bellissimi antepedi in cuoio e i singolari candelieri in legno.

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