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  • Gastronomia e tradizioni, Ricette

La cucina ticinese, parente stretta di quella lombarda, è, come tutte le gastronomie regionali, il risultato di un processo continuo tra evoluzione e conservazione.

L'alimentazione povera e monotona dei secoli scorsi, quando la maggioranza dei ticinesi viveva di castagne, polenta e patate, si è lentamente arricchita di cibi, di sapori e di ricette, accogliendo i cambiamenti dati dal mutare dei tempi, grazie anche agli emigranti ticinesi che da fuori portavano idee diverse in cucina, facendo proprie le abitudini culinarie di quei paesi.

Nel contempo però la cucina ticinese ha saputo conservare alcune sue caratteristiche: l'uso di prodotti genuini, la semplicità dei piatti legati al mondo rurale, la predilezione per i gusti saporiti. Oggi propone perciò piatti eseguiti secondo le indicazioni tramandate di generazione in generazione, ma anche rivisitazioni in chiave attuale di ricette d'un tempo. Nel solco della tradizione, che vedeva già nel '400 un bleniese cuoco presso gli Sforza, molti ticinesi, che della gastronomia hanno la passione, coniugano in cucina sapori lombardi e suggestioni culinarie delle terre d'emigrazione, prodotti rustici della terra e dell'alpe, raffinatezze nate da una costante ricerca di gusto, piatti semplici e veloci ed elaborate preparazioni del passato. Tra i piatti più conosciuti e apprezzati della cucina ticinese il minestrone, la zuppa di zucca e la busecca, il risotto, le carni arrosto (coniglio, capretto), in umido o in salmì, la polenta con la mortadella o il brasato, il pesce di fiume o di lago al forno, in padella o in carpione. Ottimi i dolci tradizionali: i tortelli, la torta di pane e gli amaretti. Tra le bevande, oltre ai vini rossi, bianchi e rosati, la gazzosa, fresca e dissetante, ma anche la grappa e il ratafià (detto anche nocino), liquore a base di noci di cui si dice solo i frati abbiano la ricetta originale.